Il futuro delle Digital Advertising Agency
Mirco Pasqualini
Specializzato in Interactive Advertising, Digital UX, TV2.0 - IpTV UI, Branding & Design, Web Strategies, Web Technologies & Architecture, Application UX & Interface. - New York - Linkedin Profile

Chi sopravviverà nei prossimi dieci anni? Il mondo della comunicazione interattiva ha iniziato da qualche tempo un grande processo di trasformazione. Un processo che cambierà radicalmente la natura delle Big Agency e dell’approccio in generale che si avrà quando si parlerà di Advertising & Interaction.

In maniera sempre più preponderante l’advertising parlerà non solo di Art & Copy ma, come sta avvenendo, anche di modelli di Interaction. La successiva evoluzione a questo punto sarà sul tipo di Interaction. Fino a qualche tempo fa questa era limitata a modelli di interazione virtuale, ossia sui monitor di un qualsiasi device in rete.


Trailer del film Art&Copy (2008)

Ma per sua natura, l’interaction non è limitata all’ambiente virtuale/digitale ma anche all’ambiente fisico. Ne abbiamo parlato nell’articolo dei Digital Retail Store con Diego Bortolato. Le “beautiful mind” creative della comunicazione dovranno considerare come parte dell’ecosistema della campagna non solo i flussi interattivi generati in rete ma anche quelli da generare nel mondo fisico.

Quando tutti hanno iniziato a parlare di Web 2.0 si sono limitati a considerarlo come il momento/fenomeno in cui l’utenza della rete collaborava a creare siti/contenuti (User Generated Content).
Francamente questa idea la trovo al quanto avvilente. Per quanto mi riguarda il Web 2.0 è un fenomeno in cui l’umanità ha iniziato il processo con il quale replicare nella rete la sua organizzazione sociale, riproducendo a sua immagine il pensiero di una comunità, dove idee e pensieri vengono condivisi e/o costruiti insieme.



Trailer del film Facebook. Vi invito a guardare il primi minuti in particolare vi si riassume riassume essatamente l'essenza.

Seguendo quest’ottica il prossimo Web 3.0 sarà il successivo stadio nel quale il modello fisico e il modello virtuale della Rete dovranno iniziare convergere in un modello interattivo unico parzialmente fisico e parzialmente virtuale.



Un esempio interessante

In questo processo evolutivo la figura dello User Experience Architect sarà sempre più la figura determinante anche nelle Advertising Agency tradizionali. La figura dello UX Architect sarà dominante anche rispetto le figuri tradizionali come direttori creativi, copywriters, ecc…

Se storicamente nelle agenzie si è sempre parlato di coppie creative (Creative & Copy Director) ora si dovrà parlare di Terzetti (aggiunta del UX Director) o di figure professionali sempre più polivalenti con profonde conoscenza di comportamenti sociali, tecnologie, desgin e communicazione.

Un interessante esempio di interazione virtuale-fisica pubblicato su iMagazine qualche mese fa

Molte Digital Advertising Agency hanno già iniziato questo processo evolutivo non con poche difficoltà perchè il vero problema sarà anche formare il nuovo layer di management dei Brand ad operare in quest’ottica.

Sempre più le Agency diventeranno ambienti multi-disciplinari. Si arriverà al punto in cui trovare Architetti e/o esperiti di Interior o Product Design sarà sempre più normale.

Dopotutto in riferimento anche all’elemento chiave della Gamificazione dei processi di comunicazione (rif. Digital Advertising Platform) l’interazione e la quantità di touch point tra il mondo virtuale e fisico è un elemento chiave del successo di ogni operazione. Lo dimostra chiaramente questo video.

Il processo di rinnovamento è iniziato e nei prossimi dieci anni determinerà la morte o il successo evolutivo dei grandi (e non solo) player del mondo della comunicazione tradizionale e digitale.


Mirco Pasqualini
Mirco Pasqualini
Pubblicato il 19-05-2011
Category: Advertising, Popular

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