AAA Typography (e non solo) cercasi…
Mirco Pasqualini
Specializzato in Interactive Advertising, Digital UX, TV2.0 - IpTV UI, Branding & Design, Web Strategies, Web Technologies & Architecture, Application UX & Interface. - New York - Linkedin Profile

Alla mattina, tra un cappuccino e un Croissant ho il brutto vizio di leggere qualche giornale sull’iPad, sapendo il rischio che corro nell’iniziare la giornata a volta con notizie esilaranti sulla politica italiana e a volte terrificanti su fatti mostruosi di cronaca da assassinii, omicidi, stragi, ecc..

Ma ultimamente il TRAUMA più grosso non tanto il contenuto che mi trovo a leggere ma la forma in cui mi viene presentato.

Proprio ieri un amico mi segnala la presenza del nuovo sito di Gazzetta (Tutto il Rosa della Vita… che detta cosi mi ricorda piu’ la pubblicità del Martini..comunque…).

Quando mi si è aperta la pagina ho provato lo stesso imbarazzo che si prova quando per errore in ufficio sfiori un banner strano e ti si apre un sito porno nel bel mezzo di una riunione.

OMG.. ma cosa accade al settore editoriale online italiano? Sembra che le principale testate di informazione abbiamo totalmente dimenticato che la FORMA viaggia a pari merito con la QUALITA’ DEL CONTENUTO nella comunicazione e nell’informazione. Gazzetta sembra una uno sclero di un Manager di spazi advertising anche poco preparato a dire il vero.

Prima di tutto mi manca il ROSA GAZZETTA,  spazi advertising ovunque e insensati, millioni di rubriche tutte uguali, confusione visiva, ma cosa peggiore…
ASSENZA TOTALE di quel che una volta si chiamava TIPOGRAFIA!
Anzi, in certi casi le promozioni dei super market sono spesso molto piu’ ordinate nonostante la mole di informazioni.

TROVA LA DIFFERENZA

Al che, pervaso da un dubbio attroce mi volto verso la parate che ho di fianco dove il buon gusto del padrone del bar ha appiccicato pagine di vecchi giornali italiani del ’39 che ogni giorno guardo con ammirazione per la bellezza e la cura dell’impaginazione. Al che’ mi dico :”Bhe ma allora,… una volta noi italiani sapevamo fare i giornali”.

Poi guardo difronte la vetrina e vedo il Palazzo del New York Times, e penso “Ma li ci lavora un mio amico italiano e se è li evidentemente ne capisce qualcosa di ‘tipografia ed editorialità..”… poi penso ancora che ho anche altri amici Italiani che si occupano della stessa cosa in altre testate come New York Magazine e che ritengo molto molto molto bravi (nel panorama internazionale).

Al che nella confusione totale e disorientamento, decido di cambiare sito, ma francamente passando dal Corriere, la Repubblica, LeiWeb (non so perche’ son finito qui ma me ne sono pentito dopo 1 sec) le cose non migliorano.
Piu’ che siti di informazione ormai sono pagine di traffico per campagne banner quasi alla stregua dei siti porno. Ma a questo punto ho capito perche’ hanno sempre difficolta’ e aggiungono sempre piu’ spazi banner….

L’unico aspetto positivo visto che mi fa confidare esista ancora un briciolo di BUON SENSO, è stato IlSole24Ore che grazie a dio dopo l’esordio in pompa magna mesi fa della nuova versione si sono ricordati che il loro giornale ha un colore giallino dominante e lo hanno re-inserito nel visual togliendo anche un pò di contenuti dalla HP. (grazie dio)

 

Poi tornando su Corriere mi si apre (credo per quanto possa ricordare) la piu’  brutta inimmaginabile, inutile soluzione banner over-page contenente uno spot video, bottoni di sharing, feeds da social network e chi più ne ha piu’ ne aggiunga. Poi mi immagino la soddisfazione del Centro Media con cui rivende la soluzione agli inserzionisti fornendo dati di traffico interessanti.

Ma nessuno poi va a vagliare quale relazione vera ci sia tra il traffico ‘generato’ e cosa ne pensa la gente/utenza.. ma… stendiamo un velo pietoso…… i numeri son tutto no?! Al riguardo cito un aneddoto di Amo il Web non Ricambiato:

“la campagna ha performato perfettamente, siamo molto soddisfatti! In che senso? Sono state erogate 26 milioni di impression. E quante ne avevate comprate? 26 milioni. Uhm, pensi che anche io sono soddisfatto, ho comprato un chilo di pane stamane e me ne hanno dato ben un chilo.

Ciliegia sulla torta (o forse dovrei dire Bucaneve Rotante nello spazio), mi arriva la notifica della pubblicazione di una stra nota agenzia italiana per uno storico marchio come Doria della messa online del nuovo sito fruto di mesi e mesi di duro lavoro.

Ora…. non metto in dubbio il mostruoso lavoro di gestione del cliente, di idee creativi, di copyrighter, di realizzare stupendi video commerciali.. ma.. il web… il digital…. il buon senso… “ma ndo’ sta’?”.

Come quelli fatti in casa di una volta... (non parlo dei fantastici biscotti!)

Apro il sito doria.it e mi ritrovo in un sito di 10 anni fa, con anch’esso una tipografia assente (però in questo caso si tratta di Biscotti e non di quotidiani),.. e con un Bucaneve rotante all’inizio…

Guardo fuori e vede Martin McFly con la DeLorean che cerca dell’immondizia per ricaricare il propulsore.. e li penso “Ahhh ma allora sono tornato nel 1999! Allora è tutto a posto!”


Mirco Pasqualini
Mirco Pasqualini
Pubblicato il 14-07-2011
Category: Amo il web...

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