Terra di santi, pittori, poeti e… investitori!?
Mirco Pasqualini
Specializzato in Interactive Advertising, Digital UX, TV2.0 - IpTV UI, Branding & Design, Web Strategies, Web Technologies & Architecture, Application UX & Interface. - New York - Linkedin Profile

Ero giovane, ed in estate finita la scuola, per raccogliere due soldi e poter uscire con gli amici a mangiar la pizza oppure per comperarsi i CD (DDD), si andavano a fare le stagioni in campagne, a raccogliere l’aglio o la frutta nella calda bassa Padana.

Il mio amico, nonchè proprietario della terra, mi spiegava come era importante il rapporto con il consorzio agrario locale attraverso il quale riuscivano ad avere molte agevolazioni. Alcuni che coltivavano frumento, ad esempio, riuscivano ad utilizzare sui loro campi la famosa Super Mietitrebbia che costava oltre 300.000.000 milioni di Lire, acquistata proprio dal consorzio e condivisa nell’uso da tutti gli associati.

Oggi penso che una tale collaborazione e coesione sociale soprattutto nel settore tecnologico informatico sarebbe qualcosa di fortemente utile ed importante per molti, in particolar modo per chi ha delle idee.

Ma guardando bene, in questi giorni scopro come in Italia vi sia un proliferare di Seed ed Investor Capital e la prima cosa che mi chiedo da bravo italiano diffidente è

“Ma… come mai tutte queste realtà? Dove trovano i soldi e come fanno a fare questa attività visto e considerato che il momento non è certo dei migliori?”

Ho imparato che fare i conti in tasca agli altri, ai consumatori ed al mercato, è sempre errato quindi voglio partire con il presupposto che forse c’è del buono in Italia.

Comunque stando all’ultimo censimento questo è l’elenco aggiornato delle realtà:

Elenco (draft) dei Venture e Seed Capital

360 Capital Partners (international)

Innogest (100% Italia)

Atlante (100% Italia)

Quantica (Sud Italia)

Vertis (Sud Italia)

EarlyBird (fund raising now)

JStone (seed)

Annapurna Ventures (seed/early stage)

TTVenture (seed/early)

Zernike Meta Ventures (seed)

Connect Ventures (fund raising now)

dPixel (seed)

Mohai Capital (seed)

Piemontech (seed/early)

Toscana Innovazione (seed local)

Pino Venture Partners (early stage)

Il Club degli Investitori (seed)

M31 (seed/incubator)

H-Farm (seed/incubator)

Digital Magics (seed/incubator)

EnLabs (seed/incubator)

Italian Angels for Growth (IAG) (seed/angel network)

IBAN (Italian Business Angle Network) (seed/angel network)

Un elenco ed una quantità di tutto rispetto considerando che noi italiani per natura sociale e storica purtroppo siamo sempre dei grandi artigiani, dei gran Product Developer & Designer . Purtroppo ci manca il metodo di business, ci manca l’aspetto più importante nel sviluppare le idee ovvero la capacità di definire dei Business Operation Model all’interno delle nostre idee, capaci di coinvolgere ed integrasi nell’eco-sistema economico in cui si collocano.

Ora considerando proprio questo aspetto se dovessi cercare (è credo lo farò a breve) di presentare una delle mie idee a una di queste realtà, sceglierei quella in cui la presenza straniera al suo interno è maggiore così da esser sicuro di non trovarmi in un stagnante specchio d’acqua ferma.

Spero anche, visto proprio che le idee non mancano (e credo che tra i lettori di iMagazine di gente che ha idee ve ne siano molti), di poter ospitare a breve tra queste pagine un intervista ad un investor/seed capital (quasi 2 anni fa intervistammo H-Farm) per meglio capire come funziona questo processo di selezione dei progetti e conseguentemente d’aiuto, sostegno e sviluppo.

Quindi se trovate interessante l’idea condividete questo articolo. : )


Mirco Pasqualini
Mirco Pasqualini
Pubblicato il 21-07-2011
Category: Digital Innovazione

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