Samsung SmartTV ed il mercato di frontiera
Tiziano Luccarelli
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Potremmo tirare un filo rosso (contestualizzato) che collega questo momento specifico della nascita delle tv connesse nel mercato delle televisioni con il momento in cui il mercato dei telefoni cellulari vide l’ingresso degli smartphone connessi e delle applicazioni? Solo in parte, probabilmente.

La sapienza tecnologica e le possibilità tecniche sono fattori che contestualizzano. Il progresso e l’innovazione sono, inoltre, fattori moltiplicativi, incrementano l’immaginazione di chi viene dopo per superare altri ostacoli, per raggiungere nuove frontiere. Sempre leggermente più avanti. E’ quello che facciamo da sempre noi esseri umani.

L’eredità tecnologica a fattore moltiplicativo, in questo caso, sarebbero le applicazioni ed i loro developer, uno Store, dei ricavi. Un modello di business, insomma, che prenda quanto di proficuo esiste e lo adatti alla televisione ad al suo contesto d’uso.

Questo sta facendo Samsung, sapientemente e dall’alto della sua posizione dominante nel mercato dei produttori di apparecchi televisivi. Ha creato la piattaforma, ha creato lo Store e stanno arrivando sempre nuove applicazioni.

Samsung App Store

Tutto giusto, apparentemente. Sto provando da un paio di mesi sia la soluzione smartTV di Samsung sia quella di LG. Sono loro i cosiddetti “gatekeepers“.

La sensazione predominante che percepisco potrebbe essere paragonabile a quella di usare oggi una Lettera 22 per scrivere un romanzo e cancellare gli errori con le striscioline bianche; ascoltare un album di Chet Baker con il giradisci e doversi alzare ogni cinque canzoni per cambiare lato; guidare una vecchia Fiat 500 senza sincronizzatore al cambio e dover fare la doppietta. Affascinante ma fuori contesto assoluto.

Le risposte alle azioni sono lente, i processori forse inadeguati ma quello che più colpisce è la quasi orizzontale inadeguatezza delle interfacce. Sia delle piattaforme TV sia delle applicazioni. Inoltre, l’esperienza d’uso e totalmente frustrante.

Un esempio, scegliendo fra le migliori applicazioni che ho provato, è Vimeo. Adoro i video che gli utenti caricano su Vimeo. Specialmente quelli di viaggio e i time-lapse. Ho una like-list di video in HD che spesso mostro agli amici che vengono a trovarmi. Adesso lo faccio direttamente sulla TV, usando l’applicazione appositamente sviluppata per Samsung SmartTV.

Vimeo Samsung App

Collegare l’applicazione al mio account è facile. Più facile di quanto mi aspettassi, di questo devo dare merito allo staff di Vimeo. Non devo digitare username e password con il telecomando (un’esperienza orribile, sopratutto con le mie password alfanumeriche lunghissime) ma l’applicazione genera un codice che, loggandomi con il computer nel mio account Vimeo, devo inserire in un apposito campo su questa pagina. Funziona. Jaw-dropping.

Usare l’app è difficile. I testi non si leggono seduti sul divano a quattro metri di distanza. Il buffering è lento (nonostante la fibra Fastweb a 100 Mbit/s) e passare da un video ad un altro richiede pazienza e perizia degni di un cecchino sovietico.

Vimeo Samsung App

Una delle schermate dell'applicazione Vimeo

Non faccio esempi di altre applicazioni, molte delle quali disastrose oltre ogni immaginabile aspettativa. Ed evito di parlare della SmartTV di LG, ancora più complessa, lenta e macchinosa.

Il mercato è fiorente ed il momento è propizio. Intravedo grandi possibilità ma servirebbe qualcuno, un pioniere, che avesse lo stesso ruolo che ebbe Apple quando lanciò iPhone ed introdusse l’interfaccia touch nel mercato della telefonia cellulare. Cioè un approccio non incrementale ma un salto, un cambiamento e non un’evoluzione. Serve qualcuno che definisca il salto nell’interazione con la televisione connessa.

Sarà Google con la nuova versione della GoogleTV? Sarà invece Samsung che investirà maggiormente in ricerca UX ed Interaction Design per non commettere la stessa leggerezza di Nokia a metà del 2000? Aspetterò, brancolando a tentoni (meglio dire a tastoni) con il telecomando, estremamente fiducioso che qualcosa accadrà presto.


Crediti immagine di copertina: John Ernest Williamson (1881-1966), pioniere della fotografia subacquea, entera nella sua “photosphere”. Immagine originale.

 


Tiziano Luccarelli
Tiziano Luccarelli
Pubblicato il 21-10-2011
Category: Interaction, TV 2.0

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