
Nutro da tempo la curiosità di capire come le informazioni si muovono all’interno dei vari network di relazioni. La teoria è sempre stata semplice ma visualizzare il percorso di una notizia, realmente, sta avvenendo solo in questi ultimi anni.
Stamane ho scoperto l’esistenza di Ripples, all’interno di Google+. Non sono sicuro esistesse dal lancio e non saprei dire, altrettanto, da quanto tempo è disponibile.
Il sistema Ripples è un visualizzatore del coefficente di diffusione (spread coefficient) all’interno di Google+. E’ possibile osservare, anche mediante un’animazione su timeline, come un post è stato diffuso e quali persone hanno contribuito. Ovviamente questo accade solo per i post e le sue condivisioni indicati come pubblici. Inoltre, tiene traccia di questa catena solo per i 53 giorni successivi all’evento “zero”, la pubblicazione.
Il ripple che inserisco di seguito è l’annuncio di Ben Eldelson, Product Manager di Google+ Mobile, relativo all’aggiornamento dell’applicazione per cellulari Android, avvenuto 11 ore fa.

Ho evidenziato il dato che riguarda la percentuale di re-share che sono rimasti pubblici. In questo caso, poco più della metà delle condivisioni totali sono diventate private e quindi non tracciate dal sistema. Un dato interessante, dal mio punto di vista.
Come altrettanto interessante è la lunghezza media della catena di condivisione. Reputo questo dato uno dei più importanti in assoluto. Ho osservato diversi ripple e mi è sembrato di capire che la lunghezza media si aggira attorno al range 2.10 – 2.60 ma non ho abbastanza dati per confermarlo. Devo eseguire un’analisi più accurata.

Anche l’andamento temporale delle condivisioni è un fattore interessante, anche se mi lascia meno sorpreso. C’è un picco iniziale e poi una discesa più o meno regolare ad eccezione di qualche condivisione di personaggi “rilevanti” e con molto seguito.

Il link del ripple di Ben Eldelson, per goderne meglio l’infografica animata.
Perché sono interessato alle dinamiche di cui sopra? Chiamiamola curiosità, per adesso.
Un primo fattore d’interesse è legato al fatto che spesso ho partecipato a progetti che vedevano nella strategia di Social Media un fattore importante ma difficile da determinare in fase di pianificazione. Ho notato una certa difficoltà a valutare valori del tipo “Se devo raggiungere una diffusione X delle informazioni, di quante persone coinvolte ho bisogno?” e poi ancora “Di quanto aumenta il fattore di diffusione per ogni persona che si aggiunge al network?” e tanti altri dati interessanti, determinanti ma sempre difficili da valutare con una precisione ad approssimazione minima.
Un secondo fattore invece è legato alla progettazione di ambienti sociali, nei quali spesso mi trovo coinvolto più direttamente. Ma prima di aggiungere questo tipo di dati alla disciplina, vi consiglierei vivamente di leggere e seguire il prezioso lavoro di Davide “Folletto” Casali e Gianandrea Giacoma sull’argomento Motivational Design. Poi sarà più facile affrontare l’analisi dei dati di diffusione ed espansione.






